Il "miracolo" del mattone italiano
Il "miracolo" del mattone italiano: perché la casa sta salvando anche i redditi più bassi.
In un’epoca storica segnata dall’inflazione, dal carovita e dal dibattito perenne sull’accessibilità del mercato immobiliare, dall'Italia arriva un dato controtendenza che ribalta molte certezze. Comprare casa non è un lusso riservato solo a pochi privilegiati. Al contrario, la proprietà immobiliare si sta confermando il più potente scudo sociale e lo strumento principale per difendere la ricchezza delle fasce meno abbienti.
A certificarlo è un recente e approfondito studio macroeconomico, che fotografa una realtà sorprendente: nell'arco di soli sei anni, la percentuale di proprietari di casa tra le famiglie italiane con i redditi più bassi è letteralmente balzata dal 54% al 61%.
Ma come si spiega questo fenomeno in un momento in cui i prezzi delle case continuano a salire? E cosa si nasconde dietro questo "miracolo" del mattone italiano?
La casa come ammortizzatore sociale.
Per anni la narrativa dominante ha descritto un mercato immobiliare sbarrato per i giovani e per chi ha stipendi medio-bassi. I dati, tuttavia, mostrano una reazione diversa da parte delle famiglie. Di fronte all'instabilità del mondo del lavoro e alla svalutazione del denaro causata dall'inflazione, il "pezzo di carta" del rogito notarile è tornato a essere la massima priorità.
Possedere le mura in cui si vive elimina la voce di spesa più imprevedibile e pesante del bilancio familiare: l'affitto, una quota mensile che negli ultimi anni è cresciuta a doppia cifra in quasi tutte le grandi città italiane. Diventare proprietari significa, di fatto, congelare il costo dell'abitare e mettere al sicuro i propri risparmi.
Il ruolo del "Welfare Familiare" e degli aiuti di Stato.
Questo balzo in avanti dal 54% al 61% tra i redditi più bassi non è avvenuto per magia, ma poggia su due pilastri fondamentali:
1. L'anticipo della ricchezza (Il fattore genitori): L'Italia vanta un tasso di proprietà immobiliare storico tra i più alti al mondo. Oggi, quel patrimonio accumulato dalle vecchie generazioni si sta muovendo verso i più giovani. Genitori e nonni preferiscono attingere ai propri risparmi per aiutare figli e nipoti a pagare l'anticipo della casa, trasmettendo la ricchezza nel momento del bisogno anziché sotto forma di eredità futura.
2. Le garanzie pubbliche: Strumenti come il Fondo di Garanzia Consap per i giovani under 36 e le fasce prioritarie hanno permesso a moltissime famiglie con redditi non elevati di accedere a mutui che le banche, altrimenti, non avrebbero mai concesso.
Una ricchezza che non si vede (ma si sente).
La casa di proprietà per le fasce meno abbienti rappresenta quella che gli economisti chiamano "ricchezza illiquida". Significa che non sono soldi che si possono spendere domattina al supermercato, ma costituiscono un patrimonio solido che aumenta il benessere reale delle persone sul lungo periodo.
Chi possiede una casa ha più facilità ad accedere al credito, subisce meno lo shock delle crisi economiche e, soprattutto, può guardare al momento della pensione con molta meno ansia, sapendo di non dover destinare una pensione spesso minima al pagamento di una locazione.
In conclusione: il modello italiano resiste.
Mentre nei Paesi anglosassoni o nel Nord Europa il modello dell'affitto a vita guadagna terreno, l'Italia riafferma il suo legame indissolubile con la proprietà. I dati di questo studio dimostrano che il mattone non è solo un investimento per speculatori, ma resta l'argine più forte contro le disuguaglianze sociali, capace di includere e proteggere anche chi parte con meno risorse.